Scialpinismo

 

Cima dell'Angiolino 2168 m
 

 

 
Info gita  
Partenza: Case Picat 1000 m
Tempo di salita: 4 h
Dislivello: 1170
Difficoltà: MS
Esposizione S
Periodo: dicembre - marzo

 

4 gennaio 2009
La Cima dell'Angiolino è il vertice orientale della caratteristica montagna a trapezio ben visibile dalla pianura torinese, l'altro è la Vaccarezza. E' una gita tipicamente invernale, grazie all'esposizione la neve si trasforma abbastanza rapidamente, ma altrettanto rapidamente può andarsene via! L'itinerario presenta un po' di boschina nella parte bassa, poi aperti pendii fino all'Alpe Frigerola, quindi dorsale. Dall'Alpe Frigerole superiore l'itinerario classico compie un lungo traverso su pendio molto ripido fino all'Alpe Balma Bianca, potenzialmente pericoloso e da percorrere solo con condizioni di neve sicura. In alternativa è possibile salire direttamente alla quota 2004 IGM sopra l'Alpe Frigerole Superiore, eventualmente togliendo gli sci (terreno ripido, roccette) e riprendendo l'itinerario classico per la dorsale finale (o lo stupendo pendio triangolare esposto a nord-est, dove spesso si trova neve farinosa anche se la dorsale è già trasformata). Discesa comunque molto molto bella e divertente.

 

Domenica 4 gennaio, ore 7.30. Incredibilmente mi sveglio riposato, dopo la Vaccarezza di venerdì ero devastato.. ma avevo già deciso di accettare la proposta di Chiara e Davide per tentare la Cima dell’Angiolino.. mi attizzava l’idea di salire (e scendere) con gli sci i due vertici del trapezione ben visibile dalla pianura nel giro di tre giorni. Parto da casa con quasi -10° e ci troviamo a Corio. Saliamo fin oltre Ritornato, a case Piccat lasciamo l’auto. 

Partiamo al sole, la neve è polverosa già alla partenza. Attraversiamo dei bei prati, passando a fianco alle case Brancot, poi saliamo in mezzo ad una boschina fitta ma non troppo, che superiamo in breve, uscendo su altri bei prati. Ci aspetta poi un pendio abbastanza ripido e tritato, che esce sui fantastici ed aperti pendii superiori, verso i 1300 m di quota. Che spettacolo. Fin qui tengo bene il passo dei due soci “runners”, sono poco dietro, io salgo e faccio foto, ed intanto, tasto la neve, e dentro di me mi pregusto la discesa.. 

L’ambiente è spettacolare, tanta, tanta neve a questa quota ed esposizione. I casolari dell’Alpe Fontanile 1509 m circa, sono sommersi dalla neve, ed il lato est è ancora “spalmato” di bianco dal blizzard di S. Stefano. Continuo a salire, perdo un po’ terreno nei confronti dei soci, neanche io seguo la traccia che sale direttamente all’Alpe Frigerole, e proseguo sul traccione che taglia a mezzacosta i pendii a moderata pendenza. Ogni tanto “saggio” la consistenza della neve, anche per rendermi conto di cosa c’è sotto lo strato polveroso superficiale. 

Arrivo quindi in cresta, pur essendo soltanto a 1700 m, ci sono fantastiche cornici protese verso ovest. Mai visto in queste condizioni queste montagne così vicine alla pianura. Avvicinandomi all’Alpe Pian Frigerole 1791 m, noto che il traverso pericoloso verso l’Alpe Balma Bianca è tracciato, ma attraversa numerose gonfie ed accumuli. Vedo che anche Chiara e Davide, saggiamente, optano per proseguire sulla dorsale, e fare il traverso più alto, più breve ed apparentemente più sicuro, visto che non attraversa nessun canale. 

Mi fermo alle baite per mangiare qualcosa e bere del the caldo. Riparto, comincio ad affrontare il ripido pendio sopra l’alpeggio, qui il vento ha spazzato la neve ed è rimasta quella vecchia, dura e rigelata. Cerco di resistere, poi decido che è meglio mettere i rampant prima di infognarsi troppo. Senza togliere gli sci li monto su, e poi è un'altra storia! Salgo più sicuro e senza fatica.. un murettino a 40° brevissimo mi impegna un po’, poi seguo la dorsale, fino all’inizio della fascia rocciosa che sostiene la q.2004 IGM. Vedo i soci avanti al termine del traverso, che mi aspettano. 

“annuso” il pendio ed il traverso, poi mi incammino. Non mi da alcun segno di instabilità, la neve mi sembra bella stabile, comunque proseguo velocemente fino ad arrivare alla prima fascia di rocce. Non c’è molta neve, per fortuna. Un altro breve tratto, con un paio di inversioni, e si esce su terreno più tranquillo. Ora la parte finale, senza alcuna difficoltà, è ben visibile, ho la certezza di arrivare in cima. I due amici sono su.  

Parto all’attacco della vetta, chi ha fatto la traccia è un “criminale”.. ironicamente parlando ovviamente! Tira dritta come una fucilata per la dorsale fino almeno a metà del pendio finale! La seguo per un po’, poi comincio a fare qualche inversione in più.. intanto vedo che i due soci sono andati in cresta fino alla Vaccarezza.. io ovviamente essendoci stato venerdi manco ci penso.. 

Arrivo in cima, guardo l’orologio.. 2 h 55 m da sotto! Sono andato come una spia, eppure sono riposato! Ottimo! Noto con piacere che il mio fisico si è quasi del tutto ripreso rispetto alla fine dell’estate, buono così! 

Mentre aspetto Chiara e Davide, arrivano su altre 4 persone. Siamo gli unici sulla montagna, comunque. Quassù tira un’aria gelida e fastidiosa, quindi decidiamo di scendere a mangiare alle baite. Ci prepariamo, in fretta per via del freddo, e siamo pronti a partire. Attacco io per primo.. sul pendio nord-est, quel bel triangolone invitante che si vede dalla pianura canavesana. La neve è indescrivibile… 30-40 cm di polvere su fondo assestato…una goduria unica… tracciamo serpentine per un duecento metri di discesa, poi ahinoi ci tocca spostarci verso la dorsale, per andare a riprendere il traverso alto. Gli altri 4 scialpinisti invece scendono ancora e faranno il traverso lungo e a mio parere non proprio sicuro, noi non ci fidiamo e oltrepassata la q.2004 , ripercorriamo il breve traversino dell’andata, uno alla volta. 

Poi segue il tratto di dorsale, l’unico non divertente della discesa.. per fortuna è breve, la neve dura e grottoluta non ci permette di curvare con tranquillità.. in breve siamo alle baite, e qui ci concediamo una lunga sosta per pranzare. 

Mentre sono quassù, appoggiato al muro di questa baita, col sole che mi scalda, in compagnia di due cari amici e di un sorso di buon vino, con alle spalle una sciata e davanti a me altri pendii intonsi da tracciare, penso che la vita, anche se riserva momenti difficili, comunque regala giornate come questa, dove la felicità torna prepotentemente dentro di te, facendoti dimenticare i dispiaceri e dandoti la forza di guardare oltre con serenità. 

Sorrido dentro di me, e ci prepariamo per continuare la discesa. Clack, clack, gli sci sono di nuovo un tutt’uno con me stesso. Riprendiamo a curvare, giù lungo la dorsale a poca pendenza, con le cornici da un lato, pendii intonsi dall’altra, e la pianura innevata di fronte a noi. Poco prima dell’Alpe Frigerole inferiore, ecco il punto d’inizio del nostro “lavoro”. Sotto di noi quasi 300 m di pendio di polvere intonso da tracciare… 

Poco da dire su questa discesa.. il sole gira dietro la dorsale, la neve è spettacolare, disegniamo tre serpentine perfette, sollevando polvere ad ogni curva, mi vien la pelle d’oca tanto è bella!!! Meraviglia, goduria, tra me e me penso che questa è la discesa più bella dell’anno. Ci spostiamo poi sempre più a destra, per riprendere altri bei pendii intonsi che avevo notato in salita. Spettacolare, indescrivibile. Ed è bellissimo tracciare nella polvere con la pianura poco sotto di noi. 

Il tratto nel bosco è breve e non ci da noia più di tanto. Usciamo sugli ultimi prati, ancora powder a 1000 metri di quota, presi dall’entusiasmo finiamo più in basso dell’auto.. un po’ di sana avventura nella boschina e raggiungiamo la strada, soddisfatti a mille!!! 

Risaliamo all’auto, ci cambiamo, e poi via verso Corio, dove una birra media gelata, ed un ottimo panino, mettono il suggello a questa fantastica gita. Ancora una volta una “montagnola” vicino a casa si è rivelata una bellissima sorpresa, che ha regalato una gita stupenda ed una sciata memorabile, sicuramente la miglior gita della stagione ed una delle più belle gite della mia “carriera” di scialpinista, iniziata guarda caso esattamente 10 anni fa, il 4 gennaio del 99, proprio su queste montagne di casa. 

Bellissima giornata, in armonia tra montagna, neve e amici, di quelle che ti fan sentire vivo fino in fondo.

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